venerdì 11 aprile 2014

PanBrioche Pasquali Tradizione Calabrese "Cuculi"


La colazione è da sempre uno dei miei momenti preferiti. 
Ancor di più quando protagoniste sono le tradizioni,
quelle antiche che si rimandano da generazione a generazione.
Questa mattina sembra di essere tornati indietro di 70 anni,
e ritrovarsi in un'antica casetta situata a metà 
tra uliveti e castagneti
e veder sbucare dalla porta della cucina una giovane ragazzetta 
con il grembiule e il cesto pieno di uova.
E' la nonna che rientrava dall'orticello sul retro della casa 
per preparare la colazione ai grandi 
che da un momento all'altro sarebbero rincasati
dopo le prime ore di lavoro dai campi.
Nel Periodo di Pasqua preparava insieme a sua zia(perchè loro due erano quelle addette alla cucina) un dolce buonissimo chiamato Cuculi o Cozzupe.
Così buono è un pane dolce, morbido e soffice.


Ingredienti:  


-6 uova

-un panetto di lievito di birra o crescenza

-250 ml olio 

-semini di anice Q.B. 


Mettere in una ciotola il latte tiepido e far sciogliere il lievito.


Aggiungere l'olio, le uova e il liquore. 


In fine i semini, lo zucchero e la farina. Attenti con la farina 

versare poco alla volta e regolarsi con la quantità; io non li 

metto mai tutti i gr giusti, ne tengo sempre un pò altrimenti 

l'impasto non sarà ben elastico e le brioche non saranno molto soffici.

Far lievitare l'impasto nella ciotola ben coperta con un canovaccio 

ed una copertina di lana per almeno 4 ore.


Dopo aver dato la forma (non necessariamente quella tipica, ma 

anche quella di piccoli panetti, far lievitare ancora per altre 4 

ore almeno. Alcune volte lascio lievitare per tutta la notte.

sempre coperte da un canovaccio e da una copertina) 


Spennellare con del latte e cospargere dello zucchero.

Infornare a temperatura media fino a doratura! 



Buona Pasqua! 




 













Il nome è bizzarro lo so e non so nemmeno il significato di questo nome, ma 



                     CUCULI PANBRIOCHE CALABRESE 

- 1,500 gr di farina
-300 gr di zucchero
-1\4 di latte tiepido
-un bicchierino di liquore ANICE














































5 commenti:

  1. Ciao....si in effetti il nome è bizzarro ma l'aspetto è molto molto invitante...le tradizioni sono un patrimonio da proteggere....grazie per questa ricetta....kiss!
    Serena

    RispondiElimina
  2. mi scusa per la grafica, non so perchè metà bel post si debba leggere male... provvederò subito a rimediare!

    RispondiElimina
  3. Ciao Maria! Hanno un aspetto magnifico i tuoi dolci pasquali. Come i tuoi ricordi, del resto. Fortunata! :-))))

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...